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GenEtica, Scienza e Coscienza: la realtà nascosta delle sperimentazioni genetiche

Matteo Bertelli e Giorgio Placidi ci guidano nelle derive aperte dalle nuove tecnologie genetiche

06/12/2016, 11:57 | Scienza e Tecnologia

Oggi si sta tentando strumentalmente di utilizzare alcune condizioni di sofferenza con cui certe persone si devono inevitabilmente confrontare per rendere accettabili alcune tecnologie: la mancanza di figli per alcune coppie di genitori o la nascita di bambini affetti da malattie genetiche per altri, costituiscono il punto di partenza attraverso il quale certi poteri forti possono proporre e rendere accettabili nuove tecnologie quali la vendita dei gameti e l’utero in affitto, nonché la modificazione genetica degli embrioni, mostrando di queste, sempre e soltanto, l’aspetto positivo legato al soddisfacimento del desiderio dei genitori o dei partner.
In nessun caso, tuttavia, vengono presentate le conseguenze inevitabilmente negative e inscindibili dalla scelta di queste azioni quali, ad esempio, il principio etico universale del valore incommensurabile della vita umana. Infatti, nel momento in cui è possibile progettare una vita umana acquistando le componenti per generarla, si ottiene di fatto una nuova generazione di umani prodotti su misura e pronti per l’uso. Sul versante opposto, la perdita completa dei legami di sangue cancella anche il concetto di genitore che, in etimologia, dovrebbe indicare colui che genera fornendo il proprio materiale genetico.
Le conseguenze dell’applicazione di queste tecnologie genetiche in ambito procreativo sono talmente gravi da poter distruggere, da sole, in modo completo e definitivo il concetto di società come noi lo conosciamo oggi; altresì, non si può credere che chi stia promuovendo questa rivoluzione non ne sia a conoscenza.
Preoccupa invece la mancanza pressoché totale di un’informazione corretta che viene data alle persone, indotte a vedere solo come utili, buone, compassionevoli e misericordiose queste tecniche.

 


Spostando l’attenzione sull’azione dell’uomo nel Creato in senso ancora più ampio, sembra giusto non trascurare lo sfruttamento di tecnologie impiegate a scapito di animali per fini utilitaristici, alimentati dalla logica di un consumismo sfrenato e volti a soddisfare dei falsi bisogni dell’uomo.
Al giorno d’oggi, la possibilità di operare delle scelte che puntino al rispetto di tutte le forme di vita o al loro sovvertimento rappresenta la grande sfida del nuovo millennio. È inevitabile, allora, chiede rsi cosa convenga scegliere tra progresso infinito ed evoluzione regolata.
Questo breve volume non ha la presunzione di risolvere le grandi questioni bioetiche che coinvolgono l’umanità ma vuole fornire indicazioni su come affrontare coscienziosamente alcuni problemi quotidiani di natura etica e morale che il recente sviluppo dell’ingegneria genetica ha portato con sé.
L’idea di un mondo in cui tutto è concesso, persino cambiare i nostri connotati naturali pur di soddisfare le nostre ambizioni, coincide inevitabilmente con un’alterazione della natura. E se prima era Dio ad aver creato l’universo e plasmato l’uomo a propria immagine e somiglianza, oggi l’uomo cerca di sradicare la bellezza della natura per raggiungere una perfezione che non è e non sarà mai reale ma dipenderà dal gusto, dalle mode e dai bisogni senza tener conto delle conseguenze.

M. Bertelli-G. Placidi, GenEtica, Scienza e Coscienza, Ed. Nemapress, 2016, € 10,00, ISBN 978-88-7629-164-7
 

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