Giuseppe Procaccini, Vite all'incrocio

Una sala d'aspetto anonima di un medico che ha scelto di esercitare la sua professione non in difesa della vita, ma per provocare la morte volontaria dei suoi assistiti. È questo lo scenario che fa da sfondo all'incontro di Michele e Gianna, giunti a quel punto della propria esistenza perché affranti dal dolore, l'uno, di sentirsi involontario complice della morte di un giovane ciclista, l'altra per l'insopprimibile rimorso di aver deliberatamente scelto l'aborto di un figlio non voluto.

Da questo incontro fortuito il romanzo si dipana lungo le tracce della vita dei due protagonisti, attraverso i ricordi delle persone e dei luoghi che hanno conosciuto e incontrato, in un tour che attraversa l'Italia, pressoché in ogni suo angolo, dall'Abruzzo alla Toscana, da Bologna a Varese, passando per Roma e Napoli, e arriva fino alle estremità meridionali della penisola.

Ma non è una passerella di luoghi e di persone, quelli che ci descrive lo scrittore, bensì una tavolozza di colori, su cui Procaccini imprime una conoscenza di uomini e cose, che non è solo frutto della sua profonda cultura, ma di una esperienza di vita e professionale che lo ha reso dantescamente "del mondo esperto e de li vizi umani e del valore". Così l'Autore, novello Ulisse, spinge i suoi protagonisti oltre le Colonne d'Ercole della disperazione e del rimorso, ma in una catarsi liberatoria dai loro traumi e conflitti per giungere infine... "a riveder le stelle".

20,00 €
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